Fast Fashion: I vestiti che uccidono

Da un anno a questa parte ho smesso quasi del tutto di comprare vestiti.

Perché fare una scelta del genere?

Ho fatto un po’ di ricerca, e ho scoperto l’inquietante retroscena di come una maglietta da 5 euro viene prodotta.

Il sistema di produzione della maggior parte dei nostri vestiti si può definire Fastfashion, o “moda veloce”, vuol dire proporre costantemente vestiti nuovi a prezzi stracciati

E detta così, sembra una bella cosa

Ma analizziamo tutti i problemi che causa il fastfashion

I vestiti costano troppo poco

Aziende come Zara o H&M sono troppo furbe per possedere delle fabbriche

Decidono di voler produrre una maglietta che costerà 5 euro, vanno da una fabbrica tessile e gli propongono di produrla per 3 euro, se non accettano, vanno da un’altra fabbrica

Queste persone perciò si vedono costrette ad accettare le condizione imposte dalle aziende, o non lavoreranno mai.

Per questo motivo…

Le fabbriche non sono sicure

Questo sistema ovviamente non permette di pagare abbastanza i dipendenti ne di investire nella sicurezza degli edifici

Una mattina di aprile del 2014 a Dhaka, in Bangladesh, 1134 persone non rivedranno più la luce perché NOI volevamo pagare poco un paio di jeans.

Una fabbrica che stava facendo vestiti per Zara è crollata, uccidendo 1134 persone e facendo luce, finalmente, sul sistema marcio che sta dietro al fast fashion

Disastro di Dhaka

Dopo tutto questo, ti sembra ancora giusto pagare una maglietta 5 euro?

Non ti nascondo che guardando questi video mi è scesa una lacrima

Siamo sicuri di voler far finta di non sapere che quella maglietta si porta dietro una scia di povertà e di inquinamento solo perché vogliamo pagarla poco?

“Manodopera a basso costo, ai limiti della schiavitù, chiusa in capannoni inadeguati e fatiscenti senza alcun tipo di tutela, intenta a confezionare abiti economici per il mondo occidentale. In meno di 90 secondi morirono 1134 persone, intrappolate nelle macerie di un enorme palazzo dove si producevano a ritmo serrato capi per le catene come H&M.”

The Vision

Dal 2014 ad oggi le morti si sono sensibilmente ridotte a poche decine l’anno

“Meglio no?”

Beh, considerato che se morissero 50 persone in un incidente in Italia è considerata una tragedia (e lo è)

Per me no, è ancora un numero troppo alto.

Ma il danno dei vestiti economici non si ferma alle perdite umane, infatti…

La stoffa inquina

Non solo è prodotta a scapito dei diritti di chi lavora, è anche prodotta con stoffa di bassa qualità, che per essere prodotta e sbiancata ha inquinato l’aria e l’acqua del posto in cui viene prodotto (come in Cina, ad esempio)

e sai una cosa?

Entro un anno si scucirà pure.

Credit: independent

I brand economici non creano nulla (e non è giusto)

Ho sempre considerato la moda vera e propria arte, guardo affascinata i capi che sfilano ogni stagione e prendo ispirazione per quando mi cucirò qualche vestito o vorrò comprarne uno

Ecco, prendere ispirazione, che è diverso dal copiare.

Compriamo tutti i giorni le copie delle opere d’arte di altri stilisti che non guadagneranno niente per quello che hanno creato.

E non solo tutto questo non lo trovo giusto a livello intellettuale (se qualcuno vendesse una copia di un mio quadro facendolo pagare 3 euro e guadagnandoci miliardi mi sentirei umiliata)

Grandi catene come Zara e H&M hanno dovuto trovare un modo per produrre più vestiti, dite ciao alle vecchie e noiosissime 4 stagioni, ora esistono ben 52 microstagioni, in modo che TU consumatore sia sempre felice con nuovi vestiti

E siccome Zara crea più vestiti che Dior, il mondo della moda si è dovuto adattare creando decine di micro collezioni all’anno

52 stagioni all’anno = tonnellate di spazzatura

Un nuovo trend ogni settimana sai cosa vuol dire? Tonnellate di rifiuti

Eh si, se pensavi che questo sistema facesse già abbastanza schifo, non ti preoccupare, oltre a pagare una miseria le persone sono anche la seconda industria più inquinante al mondo

Questo vuol dire che mentre io mi preoccupo di vivere più zero waste possibile e quando vado al bar chiedo di non darmi una cannuccia con il cocktail in modo da non doverla buttare…

Loro buttano tonnellate di vestiti ogni giorno

A volte paghiamo una felpa anche 20 euro, loro dopo poco se non la vendono la buttano pure

“Il mercato globale è un luogo in cui esportiamo lavoro da fare a qualsiasi condizione e poi io ricevo i prodotti, abbastanza economici da poterli buttare via senza pensarci”

Le fabbriche in Bangladesh non sono il male

La gente sceglie di lavorare in queste fabbriche perché è un’opportunità e da loro una possibilità di far crescere l’economia del paese

MA, con il metodo del “se non me la fai a 3 euro vado da un’altra parte queste persone rischiano la vita e non vengono comunque pagate a sufficienza.

Levare la produzione tessile a paesi come il Bangladesh vorrebbe dire uccidere la loro economia

Quello che chiedo è di alzare i prezzi dei vestiti e rallentarne la produzione in modo che possano essere rispettati i diritti di tutti e si possa evitare di inquinare mostruosamente

Nel documentario “The true cost” mostrano le condizioni indecenti dei lavoratori e il disastro ambientale che questa industria sta procurando.

The True Cost – Netflix

“Vorrei che nessuno indossasse qualcosa prodotto con il nostro sangue”

I vestiti scadenti inquinano se lavati

E se tutto questo ancora non ti ha convinto, ti mostro che cosa succede quando lavi i tuoi vestiti di plastica

Residui di microplastica in un sacchetto Guppyfriend

I vestiti che non sono di materiali naturali (cotone, lana, canapa) perdono una piccola quantità di microplastiche ogni volta che li laviamo

Un solo lavaggio rilascerebbe circa 700000 fibre di microplastica

Queste microplastiche sono talmente piccole da non essere filtrate e finiscono, dal tuo scarico, direttamente in mare

Quando domani andrai a mangiare sushi, gustati la tua percentuale di plastica, perché tutto quello che finisce in mare finisce anche nel nostro cibo

Recentemente, le microplastiche sono state trovate anche nelle feci umane.

Forse siamo andati troppo oltre?

Ecco perché è importante comprare solo vestiti di materiali naturali

Ma allo stesso tempo non ha senso buttare quelli vecchi

Per fortuna c’è questo sacchetto che si chiama Guppyfriend in grado di trattenerle per poi essere buttate nel modo corretto, senza che finiscano in acqua

Sacchetto Guppyfriend

Da come te l’ho descritta fin’ora questa industria è un incubo

Eppure, non ho ancora finito…

Coltivare cotone richiede pesticidi

La maggior parte del cotone viene prodotto cercando di adattare le coltivazioni alle nostre necessità

Cosa che ovviamente è impossibile ai ritmi con i i quali consumiamo vestiti

A meno che non si utilizzino piante modificate o tonnellate di pesticidi

Il problema è che l’utilizzo alcuni di pesticidi non sembra affatto sicuro

Giusto qualche mese fa la Monsanto ha persona una causa contro un uomo che ha usato i loro pestici per 23 anni e ora sta morendo di cancro

Pare che l’utilizzo massiccio di questi pesticidi aumenti i difetti congeniti, i tumori e le malattie mentali nella popolazione che vive intorno alle piantagioni di cotone

Questa è un’informazione che trovo spesso in molti documentari e blog ma che non sono riuscita a verificare.

In ogni caso, la cosa migliore è optare per il cotone biologico o la canapa quando dobbiamo comprare un vestito nuovo in modo da avere una garanzia in più

credit: SeedFreedom

Dopo aver letto tutti questi dati la domanda che ho cominciato a farmi è

Davvero mi servono vestiti nuovi?

Compriamo il 400% in più di vestiti rispetto a 20 anni fa

Esattamente, 80 miliardi di vestiti l’anno, per 8 miliardi di persone al mondo.

La generazione dei nostri genitori comprava 4 magliette l’anno, quanti vestiti hai comprato fin’ora nel 2018?

È ora di investire in capi che durino a lungo e di qualità invece che comprare decine di magliette di plastica che dureranno al massimo un paio di anni

Le magliette di mia madre e delle mie zie le posso mettere ancora oggi, quelle che ho comprato da Tally Weyl 4 anni fa le ho dovute buttare.

Ho parlato del vestirsi con meno (risparmiando) in questo articolo su come vestirsi alla Steve Jobs e sul minimalismo

Quand’è che i vestiti sono diventati un oggetto da consumare?

Potrei parlare ancora per ore e ore e probabilmente riuscirei a trovare altre mostruosità dietro questa industria

Ma passiamo alle cose che puoi fare SUBITO per limitare i danni

Ecco alcuni dei miei consigli eco-pigri

  • Compra vestiti di cui si conosci la provenienza
  • Quando trovi un nuovo marchio che ti piace vai sul loro sito e cerca delle certificazioni (inquinamento, emissioni, paghe eque)
  • Se una maglietta costa meno di 30 euro, sicuramente c’è qualcosa dietro che non va
  • Compra più possibile vestiti usati!
  • Compra per lo più vestiti di materiali naturali (come il cotone biologico, il lino o la canapa)
  • Compra il sacchetto GuppyFriend per eliminare le microfibre
  • Limita il più possibile gli acquisti nelle grandi catene
  • Invece che buttare i vestiti bucati prova a riparali

Smettere di pensare ai vestiti come usa e getta, cominciare a dare valore agli oggetti, pensare alle cose che compriamo non come bene di “consumo” ma come un bene e basta

Ecco alcuni brand che vendono vestiti stupendi cercando di fare meno danni possibili:

  • Patagonia
  • People tree
  • Nomads Clothing
  • Mayamiko
  • Altro mercato

L’ultima cosa che puoi fare, la più importante, è smuovere la coscienza delle fashion influencer e in generale delle persone che hanno più visibilità di noi

Se ci fossero 1000 commenti sotto le foto di Chiara Ferragni che chiedono più attenzione alla provenienza dei vestiti sono sicura che lo noterebbe!

Condividiamo il più possibile per far sì che avvenga VERAMENTE un cambiamento

Ogni dato che ho incluso in questo articolo ha la propria fonte, se hai qualche dubbio basta che fai click sulla parola sottolineata e ti porterà alla fonte!

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